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BELLINI INTERNATIONAL CONTEXT: al teatro Sangiorgi l’omaggio a Maria Callas nel centenario della nascita.

GIAMPIERO MANCINI, IMPAREGGIABILE INTERPRETE E NARRATORE DEI DIARI DEL MAGGIORDOMO DELLA CANTANTE E DELLA STORIA DELLA VITA DI MARIA CALLAS

CONTINUA  QUASI OGNI SERA  LA RASSEGNA DEL BELLINI INTERNATIONAL CONTEXT –UNA PIACEVOLE SERATA AL TEATRO SANGIORGI PER RICORDARE IL CENTENARIO DELLA NASCITA DI MARIA CALLAS

DETTAGLI .

Vissi d’arte, vissi per Maria.
Omaggio a Maria Callas nel centenario della nascita

Testo e drammaturgia di Roberto D’Alessandro

Introduzione a cura di Maria Rosa De Luca e Graziella Seminara

Ensemble Musica Civica
Giampiero Mancini attore
Marcello De Francesco violino
Luciano Tarantino violoncello
Donato Della Vista pianoforte

Voce di Maria Callas

Angelo De Cosimo sound engineer

Arie tratte da

Giacomo Puccini
Tosca
“Vissi d’arte”

Madama Butterfly
“Un bel dì vedremo”

Umberto Giordano
Andrea Chénier
“La mamma morta”

Vincenzo Bellini
Norma
“Casta diva”

Giuseppe Verdi
Otello
“Ave Maria”

Alla fine dell’evento verrà offerto al gentile pubblico un aperitivo.

In collaborazione con Università degli Studi di Catania e Conservatorio di Musica “Arcangelo Corelli” di Messina.

 


Note d’ascolto

Nel centenario della sua nascita, uno spettacolo incentrato sulla vita e sulla personalità umana ed artistica del soprano più grande di tutti i tempi, Maria Callas.
Attraverso una sofisticata tecnica d’ingegneria acustica e di estrapolazione della voce, lo spettacolo consente di ascoltare la voce del soprano mentre il trio suona dal vivo in perfetta sincronia. Un esperimento unico di isolamento della voce per far rivivere le emozioni di un timbro indimenticabile, di un virtuosismo canoro mai visto prima. Mentre il soprano si esibirà, in scena ci sarà Bruno, il suo maggiordomo, interpretato da Giampiero Mancini, che svelerà i segreti, gli amori e il dietro le quinte del soprano.

Bruno prende servizio presso casa Meneghini a Milano, nel febbraio 1953, quando Maria ha trent’anni ed è bella come una dea greca. Fu un fedele servitore, rinunciando ad una vita propria, imparando a servire, assistere, proteggere la donna che amò profondamente Meneghini, perse la testa per Onassis, si innamorò di Pasolini e non fu mai felice.

Nonostante la sua ferrea disciplina, la sua severità e la sua tenacia instancabile, Bruno sa che Maria è una persona fragile e diversa dal personaggio che la critica dipinge.

Non è la diva contesa da tutti i teatri, non è la superba, ambiziosa e capricciosa artista che si descrive, non è la Medea delle sue interpretazioni indimenticabili; è tutt’altro quello che gli occhi di Bruno vedono negli occhi di lei, troppo spesso pieni di dolore e lacrime, quello che le sue orecchie sentono quando Madame, come lui la chiama, piange la perdita del figlio cui è costretta a rinunciare per amore di “Aristo”, Aristotele Onassis.

Al racconto di una vita breve, dato che Maria Callas visse solo 54 anni e oggi ne avrebbe compiuti 100, è abbinato l’ascolto delle arie che hanno reso la Callas uno spartiacque tra il prima e il dopo.

 

MARIA ROSA DE LUCA HA INTRODOTTO LA SERATA E IL TEMA DELLA STESSA

GRAZIELLA SEMINARA, HA FATTO ALTRETTANTO CON DOVIZIA DI PARTICOLARI

Marcello De Francesco violino Luciano Tarantino violoncello Donato Della Vista pianoforte