Autostoriche da corsa oggi: Lancia Fulvia 1600 ZAGATO

di VINCENZO BARONE – Vettura da campionato mondiale Marche! Ma per caso ! Infatti la casa automobilistica Lancia, per la Fulvia Zagato 1600 ( attenzione solo per la 1600) non chiese mai la omologazione in gran turismo. Quindi questa macchina ai suoi tempi,non poteva correre altro che nei prototipi e fu cosi’ che un giorno del 1969 i piloti ufficiali Claudio Maglioli e Lele Pinto furono iscritti dalla Squadra Corse della Lancia alla 24 ore di Daytona in Usa e vinsero la classe 1600 , piazzandosi undicesimi assoluti. E la vettura passo’ alla storia sportiva , e solo per questa casuale combinazione, puo’ correre oggi nella classe 1600 GTP ( appunto Gran Turismo Prototipi)del II° raggruppamento, nelle cronoscalate del settore e ha in Italia e nel Mondo pochi felici proprietari( 800 esemplari in tutto fra il 1971 e il 1972). Ben diversa è la storia sportiva della Fulvia Zagato 1300 S , omologata dalla Lancia in GT e Gts, protagonista negli anni ’70 di centinaia di gare in salita e in pista,(scarso l’impiego nei rallies) fra cui la Targa Florio, dove con Rosolia,Restivo,”Amphycar”,” Apache”, Sergio Mantia, Tanino lo Iacono e tanti altri, siciliani e non solo siciliani, fra questi i vicentini Capra e Lepri, ha avuto successi incredibili.Ma il modello che abbiamo provato è il 1600 e quindi ci atteniamo alla prova di questa , non prima di averne illustrato le caratteristiche tecniche : Motore 4 cilindri derivato dalla Lancia Fulvia berlina,115 Cv e non in allestimento HF( la cui motorizzazione venne introdotta con la seconda serie), ma senza mai avere il logo HF .Carrozzeria in alluminio all’inizio dei primi modelli, e successivamente in acciaio( 1971 e 1972), due posti secchi, perchè non si possono considerare posti quelli della piccola panchetta posteriore, cambio a 5 marce, e gomme e cerchi fino a 6 pollici, la vettura sta rivivendo oggi in forma smagliante nelle gare di autostoriche, cio’ che , a parte la 24 ore di Daytona come gia’ detto, non ha vissuto dal punto di vista agonistico negli anni ’70.
Il motore della vettura da noi testata è alquanto brillante, perchè messo a punto per le gare, ma non piu’ di tanto, e si sente la mancanza di una maggior potenza dell’originale, in quanto tirando le marce piu’ del dovuto, si sente molto lo sfarfallare delle valvole e quindi ogni tentativo di fuorigiri puo’ costare caro. Il cambio che ha il ponte corto( la Lancia  aveva costruito un furgone  chiamato Superjolly , che ovviamente  aveva il rapporto al ponte piu’ corto, e quello fu il rapporto alternativo per tutte le Fulvia), adatto per le salite, dove in prevalenza è impiegata la vettura , è ben rapportato e quando si riesce a mettere la quinta , questa non è piu’ una marcia autostradale, ma è abbastanza vicina alla quarta e consente di sfruttare la potenza senza cadute eccessive, anche se non si tratta di un ravvicinato, che sarebbe tutta un altra cosa.Non avendo il differenziale autobloccante montato in serie, la vettura tende un po a rullare nei tornanti,anche perchè non aiutata da gomme slik, che hanno la tendenza a incollarsi a terra e aiutare il pilota nelle traiettorie, ma alla fine tutto cio’ non da problemi piu’ di tanto.Buona la velocita’ finale, proprio adatta per una cronoscalata. Vettura divertente ma impegnativa e da condurre in gara con il cervello, anche perchè modello raro e quindi da rispettare,portandola intera al traguardo, pur trovandosi in una competizione.

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