ACISPORT sospende l’attivita’ per l’emergenza coronavirus, ma riesce a varare in extremis due norme , una delle quali contestata fortemente da APA.

La Pandemia generata dal Coronavirus sta mettendo in ginocchio l’Europa e ovviamente anche noi Italiani.Si ferma  la  Nazione, si ferma l’economia  e  con loro anche lo sport.

In campo automobilistico sportivo , come in tutti i settori sportivi, Acisport , che gia’ in precedenza aveva preso delle iniziative in ordine alla incombente calamità, poi in data 10 marzo ha emanato , attraverso la Giunta Sportiva, un comunicato in cui praticamente dichiarava di fermare l’attivita’ ( rilascio licenze, Htp, Passaporti e quant’altro ,ivi compresa l’attivita ‘ delle commissioni tutte e il differimento di premiazioni, nonché gare ,con priorità da individuare in base alla titolarità ) insomma quindi tutto.

Cio’ accadeva la mattina del 10 Marzo e si è saputo subito e la solerte segreteria dell’APA ( associazione piloti auto ) ne ha dato comunicazione al Consiglio Direttivo della stessa., e contestualmente ai circa 115 soci che  attualmente compongono il sodalizio.

Stranamente tuttavia, poco prima di chiudere i cancelli di via Solferino a Roma, la medesima Giunta Sportiva, ha avuto il tempismo , nello stesso giorno di emanare due norme tecniche importanti , con una solerzia e una rapidità che lascia sbigottiti, in quanto sopratutto per una , quella della nuova altezza da terra per le vetture di alcune classi della categoria automoderne e prototipi,praticamente il top delle cronoscalate, L’imposizione  è  una sorta di slitta in legno marino da applicare nel fondo piatto ,che stravolgerebbe ogni tipo di assetto e stabilita’ delle vetture interessate, progettate da costruttori che hanno passato crash test e collaudi di ogni genere a suo tempo, in nome della Sicurezza… al fine di diminuire la velocità in curva nelle cronoscalate di queste vetture dalle prestazioni notevoli, come se non ci fossero altri mezzi,molto meno artigianali, tipo flange e altro.

L’altra norma , una altra “chicca” , cioe’ obbligo per i piloti di indossare il Collare HANS nei Rally storici, solo nel 2° e 3° raggruppamento, ( come se nel 1° ci fossero auto a pedali per bambini). Insomma siamo alla frutta e non se ne puo’ piu sopratutto di queste delibere adottate con effetti immediati che disorientano i piloti stessi!

Logica , tempestiva e immediata la reazione dell’APA ( Associazione Piloti Auto ) con sede a Lecco, di cui chi scrive è Vicepresidente, costituita recentemente a tutela degli interessi dei piloti di ogni specialita( salita, pista, rallies,regolarita’, Karting ecc, che in 36 ore ,ha manifestato con una lettera la CONTRARIETA’ a  tale assunto, condivisa da tutto il Consiglio Direttivo , e inviata ad Acisport in data 12 Marzo 2020 .

Vedi caso ,anche il 23 dicembre 2019 , vigilia di Natale, venne emanata una altra norma che eliminava dalle cronoscalate  , con decorrenza 1 Gennaio 2020 , cioè 8 giorni dopo, le vetture di formule storiche, suscitando lo stesso sbigottimento dei proprietari piloti , che in pochi giorni avrebbero dovuto lasciare per sempre nei garages le loro macchine a ruote scoperte, ritenute non piu’ idonee. 

Apa, dopo un momento di riflessione, in quanto appena costituita ai primi di Gennaio, riusci , dopo incontri e contatti con Acisport a fare riammettere in gara le stesse vetture , con la revoca della norma, poco tempo dopo, segnando una prima affermazione a tutela dei piloti italiani ,non tutti soci iscritti all’APA, ma tuttavia  nell’interesse comune.

Neanche un Decreto legge dello Stato avrebbe potuto essere emanato e reso esecutivo in otto giorni di cui alcuni festivi, tanto è vero che il Management dovette riconoscere che la decisione era stata presa troppo repentinamente e con termini molto stretti.

Stavolta è successo ancora peggio, perchè se da un lato la Giunta Sportiva dichiarava di sospendere l’attivita’ di AciSport per la Pandemia, nello stesso tempo e nello stesso giorno deliberava quanto sopra spiegato , questa volta con le due norme emanate in data 10 Marzo e con effetti immediati ancora una volta.

Da qui la reazione del sodalizio, di cui fanno parte moltissimi piloti, soci APA  e con  adesione in calce  alla lettera  che qui pubblichiamo. molti  dei quali interessati proprio alle modifiche tecniche testè indicati, gareggiando con vetture appartenenti a queste classi .

ECCO IL TESTO INTEGRALE 

Al Presidente ACI SPORT ing. Angelo Sticchi Damiani Direzione per lo Sport Automobilistico

Al Direttore Centrale dott. Marco Ferrari

Al dott. Marco Rogano

Sig. Luciani Mauro

Ai Componenti della Giunta Sportiva:

Sig. Bevilacqua Salomone – Sig. Bonomi Aldo

Sig. Focacci Gabriele – Sig. Battaglia Armando

Sig. Longhi Piero – Sig. Pezzolla Oronzo

Sig. Pezzella Gennaro – Sig. Capuano Simone

Ai Rappresentanti dei Conduttori nel Consiglio Sportivo Naz.

Sig.ra Andreussi Anna, Sig. Battistolli Luigi

Sig. Cirelli Daniele, Sig.ra Duro Giuliana,

Sig. Inglesi Emanuele, Sig. Lombardo Angelo,

Sig. Morreale Domenico, Sig. Pirollo Luigi

Al Presidente Commissione Velocità in Salita auto moderne dott. Serafino La Delfa

Da: A.P.A. Associazione Piloti Auto

Data: 12 Marzo 2020

Oggetto: LIMITAZIONE PRESTAZIONI DELLE VETTURE PROTOTIPI E2SC, E2SS, E2SH e CN NELLA VELOCITA’ IN SALITA MODERNA – STAGIONE AGONISTICA 2020

Egregi Signori,

abbiamo letto con estrema sorpresa la direttiva emanata dalla Giunta Sportiva in data Martedì 10 Marzo 2020, nella quale si stabilisce, con decorrenza immediata, per le vetture E2SC, E2SS e CN, l’applicazione di due soluzioni tecniche indicate nelle schede tecniche che accompagnano la comunicazione in oggetto.

Tali dispositivi sono:

  • un pattino di legno, da applicarsi sotto alle vetture delle categorie sopra citate, con forma, dimensioni e posizione, indicate nella scheda tecnica stessa.

  • un nolder con altezza minima di 20 mm da applicarsi sul bordo dell’ultimo elemento dell’ala posteriore.

Lo scopo di tali interventi sarebbe quello di limitare le prestazioni delle vetture.

In primo luogo, segnaliamo una incongruenza nella comunicazione poiché, nella prima parte della direttiva (quella in stampatello), si citano le seguenti tipologie di vetture: prototipi ( E2SC ) , monoposto ( E2SS ) , silhouette ( E2SH ) e CN, mentre nella seconda riga della parte seguente (in corsivo), vengono citati solamente i gruppi E2SC, E2SS e CN. Questo punto va quindi chiarito.

In ogni caso, vorremmo segnalare la nostra completa contrarietà all’applicazione di tale decisione per i motivi che indichiamo di seguito:

  1. TEMPISTICA DELLA DIRETTIVA

Non è possibile emanare una direttiva di questa importanza con decorrenza immediata, senza lasciare il tempo ai piloti, ai preparatori ed alle case costruttrici, di studiare una corretta applicazione dei dispositivi indicati nella direttiva stessa.

  1. APPLICAZIONE DEL PATTINO DI LEGNO E CONTROINDICAZIONI PIU’ EVIDENTI

2a Il pattino di legno deve essere fissato a regola d’arte in modo da evitare possibili perdite dello stesso; le indicazioni su come fissarlo, devono essere fornite dalle case costruttrici delle vetture, che sono le uniche depositarie dei progetti ma non ci risulta che Osella, Norma, Wolf, Gloria, Radical o Elia, siano state consultate prima che questa direttiva fosse emanata. Come possiamo procedere all’applicazione in completa sicurezza senza indicazioni da parte delle case costruttrici?

E, cosa che ci stupisce ulteriormente, non sono stati consultati neppure la Commissione Velocità in salita Auto Moderne, i preparatori ed i piloti che queste vetture le guidano.

Ci risulta inoltre, che la Commissione Velocità in Salita, abbia a suo tempo avanzato alcune proposte che prevedevano una serie di misure di sicurezza per le vetture di questi gruppi, atte a limitarne le prestazioni, misure che erano state condivise con i Rappresentanti FIA in occasione di riunioni tenutesi durante gare di CEM. Per quale motivo queste proposte sono state totalmente ignorate?

2b Come sarà possibile avere indicazioni da case costruttrici che non esistono più? Per esempio Lucchini? Eppure, ci sono ancora vetture Lucchini che corrono come auto moderne in salita….

2c Nel disegno tecnico del pattino, oltre alla forma ed alle dimensioni, vengono indicati vari punti di fissaggio del pattino stesso al fondo della vettura; potremmo sapere con quale criterio sono stati definiti tali punti? Come potremo avere la certezza che, rispettando i punti di fissaggio indicati da ACI SPORT non andremo a collegare il pattino in un punto in cui esiste solo un foglio di carbonio o di alluminio dello spessore di pochi millimetri?

2d Come si può fissare il pattino ad una vettura con vasca in carbonio? Non certo trapanando la vasca per infilarvi un bullone da 8mm e lo stesso vale per le vetture con telaio in acciaio e pannellatura in alluminio o carbonio; chi ci assicura che praticando un foro nel telaio non andremo ad indebolirlo?

2e Se il pattino fissato senza avere avuto indicazioni precise dalla casa costruttrice, si stacca dalla vettura per una “spanciata”, oppure non si stacca ma la vettura perde direzionalità perché il pattino tocca su una “schiena d’asino”, evento tutt’altro che raro visto che corriamo su strade di montagna sempre più sconnesse e non in pista e questi fatti generano un incidente con danni alla vettura, al pilota, ad un commissario di percorso o a qualcuno del pubblico, chi sarà considerato responsabile per tale evento?

A nostro parere, il responsabile sarà considerato l’ente che ha emanato la direttiva che, tra l’altro, non è conforme alla normativa FIA.

2f Se il pattino di una vettura, regolare all’atto della partenza, viene violentemente in contatto con il fondo stradale a causa di un’escursione fuori dall’asfalto e risulta quindi molto danneggiato il pilota rischierà di essere penalizzato? Oppure, se il pattino si danneggia in modo importante, sarà necessario cambiarlo dopo ogni gara con un ulteriore aggravio di costi?

2g Nel caso di una vettura che abbia appena rinnovato il passaporto tecnico, con l’applicazione del pattino, che è un intervento tutt’altro che marginale, sarà necessario ripetere la procedura?

2h Sulle vetture E2SS con configurazione a ruote scoperte, come per esempio le Tatuus Formula Renault oppure le Formula Master, che già sono dotate di un pattino in legno a norma FIA, il pattino si dovrà applicare sopra quello già esistente?

A che altezza da terra dovranno viaggiare queste vetture?

E quindi siamo certi che i puntoni ed i relativi uniball potranno essere considerati sicuri dovendo essere estesi oltre il normale, per adeguarsi alla normativa?

Avete considerato che , in questo caso , potrebbe essere impossibile applicare la normativa?

2i In generale, le sospensioni delle vetture delle categorie oggetto della direttiva sono progettate per lavorare con angoli compatibili con le altezze ridotte in uso oggi. Alzando le vetture di parecchi centimetri per evitare di toccare il terreno, dovrebbero essere completamente riprogettate e questo è assolutamente da escludersi.

2l Le vetture CN sono già dotate di fondo piatto e non hanno estrattori, oltre ad avere un motore pressoché standard. Proprio per queste loro caratteristiche, pur essendo più lente delle E2SC, sono paradossalmente più difficili da guidare. Per quale motivo dovrebbero essere a loro volta dotate del pattino sotto il fondo?

2m Nel caso un pilota desideri disputare anche gare con validità CEM oppure gare FIA sia in Italia che all’Estero cosa deve fare? Cambiare ogni volta la configurazione della vettura in base alla gara che andrà a disputare?

Vi segnaliamo che abbiamo condiviso le nostre perplessità ed ottenuto l’approvazione all’invio di questa comunicazione, da parte di tutti i piloti più blasonati che frequentano le nostre salite, tra i quali: Simone Faggioli, Christian Merli, Omar Magliona, Giovanni Cassibba, Samuele Cassibba, Federico Liber, Domenico Cubeda, Vincenzo Conticelli, Francesco Conticelli, Diego De Gasperi, Alberto Dall’Oglio, Marco Satta, Giuseppe Vacca, Claudio Gullo, Marco Capucci e molti altri.

Vista la estrema importanza che attribuiamo alla sicurezza di noi piloti, degli addetti ai lavori e del pubblico, chiediamo l’annullamento della direttiva e proponiamo che il G.d.L si attivi per fornire nuove soluzioni da comunicarsi, con il dovuto anticipo, in vista della stagione 2021 se non della stagione ancora seguente 2022.

Escludiamo anche la partecipazione alle gare in Italia con normativa ACI/CSAI, da parte di tutti i piloti APA , e di tutti i piloti i cui nomi sono elencati sopra, fino a che non sarà modificata la direttiva.

Informiamo che la comunicazione in oggetto sarà divulgata tramite gli organi di stampa, i social media e tutti i blog che si occupano di Motorsport affinché la posizione di APA sia assolutamente chiara.

In attesa di un Vostro riscontro in merito a quanto sopra formuliamo i nostri migliori saluti

Associazione Piloti Auto Il Presidente Emanuele Aralla

Tutti i Piloti APA ed inoltre:

Simone Faggioli

Christian Merli

Omar Magliona

Domenico Cubeda

Diego De Gasperi

Giovanni Cassibba

Samuele Cassibba

Vincenzo Conticelli

Francesco Conticelli

Federico Liber

Giuseppe Vacca

Marco Satta

Claudio Gullo

Marco Capucci

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